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Danze Macabre 2009

Locandina "Danze Macabre 2009"Quinta edizione di Danze Macabre. Dopo svariate escursioni nel fumetto, nella fotografia e nel teatro d’attore, ora sono la pittura e la letteratura ad affiancare teatro di figura e arte contemporanea. Intatto il formato originario: un programma di mostre e spettacoli di teatro di figura in cui arti visive e sceniche, popolari e colte, si raccolgono intorno al tema della morte. L’integrazione tra approcci e discipline diverse rimane il metodo; l’occasione è il periodo di novembre, la fase dell’anno dedicata al culto e alla pietà dei defunti; lo scopo è riflettere in modo diverso dal solito sul limite che dà senso alla vita, e il mistero che ne costituisce il fondo. Per tutti: laici e credenti, praticanti e non.
Quest’anno, Danze Macabre offre una prospettiva pittorica ispirata da un testo letterario: la mostra Tradurre con il colore di Cinzia Ghigliano, curata da Monica Nucera Mantelli e Spoon River di Edgar Lee Masters, l’antologia di poetici scritti che descrivono, come epitaffi, la vita e la morte di alcuni abitanti di un villaggio.
La ricerca contemporanea, anche quest’anno, presenta un’installazione all’ex oratorio di San Lupo dal titolo Ascesi e Caduti di Ferrariofreres, curata da Giuliano Zanchi. Sono proposte visite guidate per riscoprire la Danza macabra all’Oratorio dei Disciplini di Clusone.
Mentre si amplia il numero dei partner, la manifestazione allarga l’orizzonte dei linguaggi: poesia, letteratura, arte popolare, teatro di figura e arte contemporanea. Parole, voci e immagini per guardare alla luce del senso anche ciò che inquieta.
Bruno Ghislandi - Fondazione Benedetto Ravasio

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Tradurre con il colore

Tradurre con il coloreArti visive e letteratura insieme per esprimere, con diversi linguaggi, lo stesso tema: la Morte nelle parole immortali dell’Antologia di Spoon River. La mostra “Tradurre con il colore” curata da Monica Nucera Mantelli è composta dalle tavole di Cinzia Ghigliano e alle parole di Edgar Lee Masters. Il testo, esposto in lingua originale, ispira e affianca i disegni del- l’autrice ed è accompagnato dalle traduzioni di Cesare Pavese, Fernanda Pivano, Beppe Fenoglio e Fabrizio De Andrè, in versione calligrafica. Sedici grandi tele in acrilico cui si affiancano varie opere di piccolo for- mato tra schizzi e disegni, interpretazioni delle suggestioni che l’opera di Lee Masters ha suscitato nell’artista.

Il Collegio Vescovile S. Alessandro desidera offrire ai propri studenti e a tutti i fruitori della mostra una visone multidisciplinare di un’opera letteraria che, oltre ad aprire uno spaccato sulla vita dei personaggi pro- tagonisti del libro, induce a riflettere - più in generale - sul senso della vita e della morte.Collegio Vescovile S.AlessandroCollegio Vescovile S. Alessandro via G. Garibaldi 3B, Bergamo
28 novembre 2009 • 21 dicembre 2009
Dal lunedì al sabato  9.00 - 18.00 - chiuso lunedì 7 e martedì 8 (ingresso libero)
Inaugurazione 28 novembre 2009  ore 11,30
info 035.218.500 www.santalex.it

 Guarda la Galleria Fotografica

 

La mostra

Tradurre con il coloreLa mostra unisce i miti letterari e culturali tipici della giovinezza delle generazioni oggi più mature, rivisitati - con intelligente spunto e avvincente inter- pretazione - da Cinzia Ghigliano: il pubblico è chia- mato a mettere in gioco quelle emozioni che da sempre Spoon River suscita con le sue intramontabili riflessioni sulla caducità della vita.
Interpretando i diversi testi con il linguaggio dell’immagine, la pittrice è in grado di mostrare ciò che non si vede, di rappresentare l’invisibile, per scopri- re e cogliere particolari diversi e sempre nuovi. E suggerirli a chi guarda, perché a sua volta ne scopra altri ancora. Tradurre con il coloreL’ispirazione per questi lavori è stata una canzone interpretata da Fabrizio De Andrè, Il malato di cuore, quello che nell’epigrafe di Lee Masters era Francis Turner, già tradotto in italiano dalla Pivano, alla quale l’Antologia era stata lettura consigliata dal suo maestro, Cesare Pavese, per scoprire poi che anche Fenoglio, altro grande scrittore, si era cimentato con il testo. E che le differenze erano tante, palpabili. Da qui la sfida di Tradurre con il colore: quello che questi autori avevano fatto con le parole. L’esposizione è adatta a tutti: appassionati di illustrazione, amanti della poesia e ricercatori nel campo della traduzione. Ed anche - come spiega la curatrice - a “coloro che lavorano sul pensiero laterale e sulla psicanalisi ... è palpabile ciò che sta dietro all’artista: la sua leva inconscia, la sua eredità culturale, il suo vissuto interiore”. La mostra potrebbe essere definita la rappresentazione della debolezza umana, di cui vengono illustrate con iro- nia sottile le pieghe del travaglio terrestre, i molti vizi e le qualche virtù. “Non rimuovendo però la Morte - recita la Mantelli - che, con il suo carattere ibrido, trasuda in questi quadri, andando ben oltre colore e forma, come ogni grande immagine. Mascherandosi sotto le sensazioni più diverse. Affascinandoci dannatamente con il suo mistero”.


Ascesi e Caduti

FERRARIOFRERES

A cura di Giuliano Zanchi
Bergamo, ex Oratorio di San Lupo, via San Tomaso 7
22 novembre 2009 • 10 gennaio 2010
Esposizione aperta nei giorni venerdì, sabato e domenica 9.30-12.30 15 - 18.30 (ingresso gratuito)
Inaugurazione sabato 21 novembre 2009, ore 18 presso il Museo Adriano Bernareggi
info 035.243.539 www.museobernareggi.it

 

La Danza Macabra, Il Trionfo della Morte, I tre vivi e i tre morti - Visita guidata

Sulla facciata est dell’Oratorio dei Disciplini di Clusone domina l’affresco tripartito sui temi della Morte più diffusi in Europa dal XIII al XVII secolo: le “Danze Macabre” presenti nel nord, i “Trionfi” soprattutto nel sud del continente europeo, “l’Incontro dei tre vivi e dei tre morti” un po’ ovunque.
Clusone è l’unico caso in Europa che li unisce nella stessa raffigurazione affrescata nel 1485. Qual è l’origine di queste raffigurazioni? Che cosa rappresentano? Quale il contesto in cui nascono? Quali atteggiamenti mentali e quali cambiamenti interpretano? Quali sono i committenti?

Prenotazioni Biblioteca Clubi Clusone 0346.22440 Turismo Pro Clusone 0346.21113 Minimo 10 persone

Introduzione: Immagini delle Danze Macabre e dei Trionfi in Europa
Sagrato della Basilica di S. Maria Assunta, Clusone (BG)
24 novembre 2009 • 5 dicembre 2009
12 dicembre ore 15

 

Scritture Immortali

Sezione dedicata alla riscoperta di testi per il teatro dei burattini non più rappresentati che la Fondazione Benedetto Ravasio affida ad arti- sti contemporanei, in un’ottica di promozione, valorizzazione e divulgazione del patrimonio immateriale lombardo, con un’attenzione particolare alla cultura locale bergamasca.

Gioppino e la sepolta vivaGioppino e la sepolta viva

Testo tratto liberamente dalla “Ginevra degli Almieri” nella versione di Benedetto Ravasio, adattamento di Bruno Ghislandi e Pietro Roncelli con Pietro Roncelli
Produzione di Pietro Roncelli con la collaborazione della Fondazione Benedetto Ravasio

Debutto: 15 novembre 2009, ore 15 Albanoarte - Teatro Don Bosco, Albano Sant’Alessandro - Ingresso intero euro 8, euro 6 (oltre 65 anni) e euro 3 (fino a 14 anni)
Altre repliche:
8 dicembre 2009, ore 17 Ridotto del Teatro Donizetti, Bergamo - Ingresso libero
14 dicembre 2009, ore 15 Collegio Vescovile Sant’Alessandro, via Garibaldi, Bergamo - Ingresso libero

Ginevra degli Almieri è una commedia della tradizione popolare adottata da vari interpreti italiani, non più presente nel repertorio dei burattinai bergamaschi. Il testo è stato affidato a Pietro Roncelli, noto burattinaio di tradizione popolare, che ha accettato la sfida; prendendo visione delle immagini di un nastro degli anni ottanta di Benedetto Ravasio, ha prodotto lo spettacolo Gioppino e la sepolta viva con il contributo di Bruno Ghislandi.
Il risultato è una preziosa versione aggiornata, dall’ampia rivisitazio- ne nelle scene e nel profilo dei personaggi e dal ritmo e dal linguaggio più attuali. La nuova versione del testo persegue lo scopo di non disperdere un importante patrimonio e di verificare quanto il soggetto teatrale sia ancora efficace nel comunicare valori e trasmettere emozioni al pubblico contemporaneo.
 

Figure in Nero

Come nelle trascorse edizioni, la manifestazione propone al pubbli- co spettacoli di teatro di figura distribuiti in diversi luoghi del terri- torio bergamasco. In più, la rassegna accoglie – quest’anno - la rappresentazione selezionata da “Scritture immortali”, una nuova produzione teatrale della tradizione popolare bergamasca.
Il teatro dei burattini e delle marionette ha mantenuto vivi fino ad oggi elementi antichi e mitologici, riconducibili alle inquietudini, ambizio- ni e problematiche tipiche del Medioevo: tra i suoi personaggi sono rimaste quelle figure che rappresentano simbolicamente i sogni, le domande, le ansie e le aspirazioni dell’uomo. Il diavolo medievale, rosso, con corna e zampe di caprone, diventa strumento per giustificare le debolezze e la fragilità umane, e per riaffermare, per contrasto, la vita e l’umanità, grazie alla forza del comico.
Il teatro d’animazione, radicato nella cultura popolare bergamasca fino ad affermare l’espressione di una tradizione autoctona come quella legata a Gioppino, non può che ricoprire un ruolo centrale nel progetto di “Danze Macabre”.
Ecco, quindi, una nuova sfilata di fantastici personaggi, composta di diavoli, fantasmi, scheletri e mostri. E ancora, streghe, maghi malvagi e cani feroci. A combatterli, sono gli eroi del teatro dei burattini, tra cui Arlecchino e, appunto, Gioppino. Il conflitto tra il bene e il male si ripresenta in modo rituale nelle storie delle teste di legno. È un’eterna lotta tra la vita e la morte che i burattini sanno dissacrare e rendere più “umana”. Negli spettacoli di burattini, l’eroe sfida la morte mentre questa si propone sotto molteplici forme: efferati fatti delittuosi come l’omicidio per denaro, schiere di anime tormentate impegnate a infestare castelli, minacciosi cani feroci pronti a sbranare, streghe e maghi malvagi, scheletri e, ancora, demoni infernali pervenuti per portarsi via l’anima. E come sempre, il bene prevale nel finale di queste storie: epilogo classico nel teatro dei burattini.

Remo Melloni Bruno Ghislandi

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